Sito Archeologico di Broglio
Il sito di Broglio di Trebisacce rappresenta a tutt’oggi lo scavo più importante per la conoscenza delle civiltà preelleniche della Calabria durante il millennio che precedette la colonizzazione greca (circa 1.700-700 a.C.). In particolare è uno dei luoghi in Italia dove meglio sono stati individuati e studiati gli intensi rapporti con la civiltà antichissima dei palazzi micenei dell’Egeo, cantati da Omero. Rappresenta nel modo migliore l’antica civiltà degli Enotri, gli abitanti della Calabria prima della colonizzazione. Gli scavi archeologici, costantemente curati dalla Soprintendenza archeologica della Calabria e dal prof. R.Peroni dell’Università di Roma “La Sapienza” dal 1978 a oggi con il supporto soprattutto del Comune di Trebisacce, hanno portato alla scoperta non solo di importanti reperti mobili (tra i quali i vasi identici a quelli della Grecia micenea, ma prodotti sul posto), in parte esposti nel Museo Nazionale di Sibari, ma anche di tracce delle case in legno e intonaco di argilla e dei magazzini contenenti grandi giare per l’olio. Il villaggio sorge su terrazzi naturali, in una posizione naturalmente difesa da pendii a strapiombo: aveva una città alta (acropoli), recintata da fortificazioni e altri nuclei di abitato sui pianori attorno ad essa. Quando fu fondata Sibari, al centro della Piana omonima, pressochÈ tutti i villaggi degli Enotri, che si trovavano sulle alture circostanti, vennero distrutti e abbandonati: tra loro Broglio. La posizione del sito, non aggredita da case, alta e panoramica, si presta nel modo migliore alla valorizzazione come Parco archeologico e ambientale. Per questo, con fondi nell’ambito del Programma Operativo Turismo (OB.1-1994/99) – Itinerari Culturali Interregionali, Magna Grecia – nel 2000-2001 vi è stato realizzato un Parco archeologico, che includeva come attrazione centrale la ricostruzione in dimensioni reali della casa meglio conservata rinvenuta, risalente al 1.300 a.C. circa. Nel 2006 vi sono stati realizzati dei forni per la cottura della ceramica con le procedure dell’Antichità, come attività di archeologia sperimentale. Studi di fattibilità commissionati dal CIPE segnalano le potenzialità del sito per un ulteriore sviluppo nel senso della valorizzazione. Come spesso succede, purtroppo il parco non era ancora mai stato pienamente attivato, per le difficoltà nel definire il profilo gestionale e nell’individuare le forme di partnership pubblico-privato. Queste difficoltà si fanno ora ancora maggiori.



